parco Sigurtà Valeggio Sul Mincio
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parco Sigurtà Valeggio Sul Mincio (parco)

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area divertimenti

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labirinto

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Animali

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vasca tartarughe

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Comuni ai quali questa realtà appartiene

Foto di Comune di Valeggio Sul Mincio
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Dove si trova

Via Cavour, 1, 37067
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Elementi naturali

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vasca dei riflessi

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Giardini Aquatici

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vasca dei riflessi

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Foto

Foto
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Storia

Il parco ha origine dal "brolo cinto de muro" dell'anno 1417: la parola brolo deriva dal celtico e veniva usata per indicare il luogo dove dimoravano le famiglie patrizie con i loro servitori. Si trattava di spazi strutturati in modo tale da soddisfare ogni esigenza e il sostentamento di queste piccole comunità: erano perimetrati e quindi dotati di cappella di famiglia, colombaia, stalle, scuderia, fattoria e fienile.

All'interno del brolo adibito per lo più ad allevamento e agricoltura si trovava anche il giardino, luogo ideale per permettere ai patrizi di trascorrere le ore di ozio.

Il Parco giardino Sigurtà ha mantenuto le dimensioni del brolo originario in una successione di diverse proprietà: prima la famiglia patrizia Contarini, poi i Guarienti, poi i Maffei ai quali rimarrà per 210 anni.

Il poeta Ippolito Pindemonte nel 1792 soggiornerà al parco ospitato dal marchese Antonio Maffei. Qui comporrà l'epigramma Sì dilettosa qui scorre la vita / ch'io qui scrupolo avrei darmi eremita riportato su un epitaffio all'interno del parco nel boschetto dedicato al poeta.

Una delle quattro figlie del marchese Maffei sposa il conte Filippo Nuvoloni, portando in dote il parco giardini, che così passa di proprietà dai Maffei ai Nuvoloni dopo quasi due secoli.

È proprio in questi anni che il parco accoglie i suoi ospiti più illustri: l'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria e Napoleone III di Francia.

Si dice che entrambi abbiano potuto vedere dalla collina settentrionale del parco gli sviluppi delle battaglie di Solferino e di San Martino.

Napoleone III occupa la villa (al tempo ancora connessa al parco) dal 25 giugno al 7 luglio del 1859, pagando un affitto di 45 franchi al giorno.

Nel 1902 le due figlie di Giuseppe Nuvoloni dividono per la prima volta la proprietà in due parti. Nel 1929 però la proprietà viene ricompattata e venduta a Maria Paulon, sposa di un medico del luogo.

Nel 1941, dopo cinque anni dalla sua messa in vendita, l'industriale farmaceutico Giuseppe Carlo Sigurtà acquista la proprietà per 800.000 lire. Al momento della sua acquisizione il parco si presentava arido e abbandonato, ma grazie all'arrivo di una multa, Sigurtà scoprì che questa terra vantava del diritto di prelevare acqua dal Mincio.

Grazie a questa possibilità il parco fu riportato al suo splendore originario e tornò ad essere una giardino verde e rigoglioso sotto la direzione prima di Giuseppe Carlo Sigurtà e poi del nipote - e figlio adottivo - Enzo Inga Sigurtà, professore di neuropsichiatria e artista dilettante, morto nel 2009, il quale ha a sua volta lasciato il parco in eredità ai figli Magda e Giuseppe.

Domenica 19 marzo 1978 il parco venne aperto al pubblico.

Ancora oggi il parco è di proprietà della famiglia Sigurtà, la cui gestione ha portato ad importanti risultati come il primo premio di Grandi Giardini Italiani nel 2011 per il più alto livello di manutenzione, buon governo e cura dei giardini visitabili[1] e, nel 2013, il riconoscimento come parco più bello d'Italia 2013 nella categoria "parchi privati"[2].

Nel settembre del 2015 il Parco viene premiato come Secondo Parco Più Bello d'Europa dall'European Garden Award[3]. Onorificenza che premia le eccellenze europee nel campo della progettazione e della realizzazione di parchi e di giardini.

Eventi organizzati nel parcoAree sportivegiochiingressiAccessibilità o mezzi pubbliciArea CaniCaratteristichelinkServiziTelefono